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  • Immagine del redattoreGianluca Beccani

Il Gigante

Ogni volta che mi soffermo a guardare l'immagine della galassia M101, ottenuta dopo 4 mesi di sacrifici sotto il cielo e davanti al monitor, non posso non pensare a quella puntata del celebre cartone animato, "Conan, il ragazzo del futuro", vero cult della mia generazione. Aver speso 15 sessioni sul campo, sempre in trasferta verso il mio cielo di campagna, da Aprile a Giugno, ha dato i suoi frutti, e scoprire debolissime galassie sullo sfondo di questo "gigante" è motivo di soddisfazione e spunto di riflessione: M101 è una galassia colossale, grande davvero, e non solo per la sua relativa vicinanza a noi, e il confronto con altre sue simili, davvero lontanissime, è uno squisito spunto di riflessione sulle reali dimensioni del Cosmo.

M101 "vola" sopra un mare di suoi piccolissimi simili, come un enorme aeromobile in mezzo a un nugolo di ultraleggeri.

Avevo già ripreso M101 alcuni anni fa, e il risultato (per quanto gradevole) aveva un certo non so che di artificioso, effetto sicuramente dovuto ad un uso sciagurato di alcuni software di riduzione rumore poco adatti al tipo di soggetto; in particolare le stelle, avevano perso il colore originale ed erano totalmente innaturali. Stavolta ho prestato particolare attenzione a non incappare negli stessi errori, a non farmi prendere la mano...mettendo in pratica nuove tecniche elaborative senza "strafare" a tutti i costi.

Hanno ovviamente aiutato una integrazione massiccia di 32 ore totali (al tempo, tra banda larga ed Ha (integrato utilizzando gli strumenti corretti, spero bene), e la nuova 2600MM-PRO, che al fuoco ridotto del mio fidato C9.25 ha garantito margini di lavoro prima impensabili. La tecnologia avanza, l'esperienza (si presuppone!) cresce. Non ho neppure elaborato separatamente la galassia dalle stelle, e non metto in dubbio che altri astrofotografi, più esperti di me, lo avrebbero invece fatto, ottenendo forse un risultato pure migliore.

Il nucleo della galassia è affascinante e mostra numerosi dettagli di polveri e nebulose.

Le dimensioni apparenti di questo gigante hanno permesso di riprendere, con un buon dettaglio per uno strumento da 235 mm di diametro, le sue regioni HII, disseminate tra le regioni più esterne così come nel nucleo: in alto nell'immagine sotto è ben visibile NGC 5462, e in basso, decisamente blu, la regione NGC5471. Stupendo immaginare un ipotetico astronomo alieno, di un sistema stellare vicino ai margini di M101, osservare queste nebulose come facciamo noi con la Nebulosa di Orione.

Nell'immagine sotto sono visibili numerose regioni HII, evidenziate dal filtro Ha, la più grande delle quali è la NGC 5450. Alcune galassie di sfondo, di varie forme e dimensioni completano questo close-up.

I numeri che stanno alla base di questo progetto sono a mio avviso "inquietanti", e danno la misura di quanto questa disciplina (non è un hobby, per quanto mi riguarda) sia impegnativa, sia per chi la pratica sul campo, ma anche per l'hardware che deve processare quanto acquisito.

Sto parlando di...

134 light frames di luminanza

67 light frames di canale rosso

45 light frames di canale verde

48 light frames di canale blu

90 light frames di canale Ha a banda stretta...tutti da 300"...

...per un totale di poco meno di 32 ore totali.

E poi 527 flat frames acquisiti nel corso delle 15 sessioni, e 310 tra dark e dark flat frames, per fortuna già disponibili come "libreria dei dark".

La fase di elaborazione ha generato un totale di 3491 files in formato APS-C, per un totale di 174 Gb di spazio su hard-disk. Questi numeri rappresentano la passione e dedizione che abbiamo noi astrofotografi: questo deve essere, o altrimenti è malattia mentale.

Questo progetto fotografico ha poi fornito l'occasione per utilizzare la ASI 2600MM-PRO sul tubo ottico di questo SCT "standard", cui sono molto affezionato...ma che è davvero inadatto ad un sensore di queste dimensioni (APS-C) se si ricerca una elevata qualità su tutto il frame. La vecchia 1600 aveva un sensore formato Micro 4/3, ed il riduttore/correttore Starizona faceva un lavoro più che buono su tutto il campo; in questo caso, semplicemente, siamo ben oltre le specifiche REALI. Un crop deciso ed un uso leggero del tool Blur Xterminator hanno garantito stelle ottime ben oltre il campo ingombrato dalla galassia.

Forse questa ripresa sarà il Canto del Cigno del mio C9.25 "standard". Ma questa è un'altra storia.

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