Dalla Cina con furore!

Il telescopio rifrattore, quello che viene definito dai profani "cannocchiale", è l'icona stessa dello strumento astronomico, ed è forse stato un piccolo rifrattore il primo strumento della stragrande maggioranza degli astrofili di tutto il mondo. Molti hanno iniziato con cannocchiali da 60, 70 mm di diametro; già gli 80 mm erano considerati più "grossi" ed evoluti. E ancora fino a venti o trent'anni fa, i rifrattori di diametro superiore ed elevata qualità ottica erano davvero poco diffusi ed estremamente costosi: ottenere immagini prive di aberrazioni cromatiche imponeva, con un sistema a lenti, lavorazioni complesse da parte dei migliori produttori...ed il prezzo di uno strumento di alto livello era davvero impegnativo, soprattutto se considerato in rapporto al diametro. Quando però sono entrati nel mercato svariati produttori cinesi e una tecnologia produttiva più moderna si è diffusa in tutto il mondo, i telescopi rifrattori sono letteralmente "esplosi" a nuova vita. Vetri speciali, progettazione al computer e costi produttivi più bassi hanno reso possibile l'acquisto di un 102, 110, o addirittura 150 mm con qualità ottica davvero di buon livello. I primi rifrattori avevano una coppia di lenti come obiettivo, e le aberrazioni cromatiche erano invadenti; oggi il mercato è letteralmente pieno di soluzioni a tre elementi (tripletti), ma esistono soluzioni già comprensive di correttori integrati, a quattro, cinque...fino a sei elementi ottici. Marche come la quasi "mitologica" Takahashi esistono sempre, e tuttora detengono lo scettro di assoluta eccellenza; ma al salire del diametro i loro strumenti arrivano presto a costare come automobili...o case. Oggi è finalmente possibile acquistare un rifrattore apocromatico (privo o quasi di aberrazioni cromatiche) da 100-150 mm spendendo dai 1000 ai 3000 euro, con prestazioni che sicuramente si avvicinano molto ai più blasonati rifrattori del mondo, e consentono all'appassionato di osservare e fotografare gli oggetti del cielo con una definizione ed un contrasto ben aldilà di qualunque altro schema ottico.

Adattatore M63/M48

Lo Sharpstar 107/700, un "piccolo" gioiello dal prezzo abbordabile

Un rifrattore apocromatico di buon diametro è sempre stato il mio sogno, per svariati motivi: un simile strumento, ben progettato, produce stelle piccole e nitidissime, non ha bisogno di collimazione per rendere al meglio, ha tempi di acclimatamento molto ridotti, e si presta bene alla ripresa di oggetti celesti di grosse dimensioni. Lo Sharpstar da 107 mm di diametro e 700 mm di focale è un tripletto apocromatico con un elemento in vetro FPL-53 (pare sia il miglior vetro ED in assoluto), ed è dotato di un focheggiatore da 3 pollici, che consente di caricare accessori pesanti senza flettersi, e senza provocare elevate vignettature anche su sensori "full frame". Il paraluce di generose dimensioni è retrattile con due viti di blocco, e questo rende lo strumento facilmente trasportabile.

L'obiettivo dello Sharpstar 107PH, dove "PH" sta per "PHOTOGRAPHY"

Lo Sharpstar 107PH è uno strumento che "fa il verso" al molto più costoso Takahashi 106, con cui ha in comune dimensioni e tipo di utilizzo: un rifrattore di buona luminosità (f/6.5) ed elevatissima correzione cromatica, che può essere utilizzato sia visualmente che fotograficamente per garantire immagini di nebulose ed oggetti estesi con nitidezza e resa cromatica sorprendenti. Due sono gli accessori fondamentali, specialmente per la fotografia: uno spianatore per la correzione delle stelle ai bordi del fotogramma (per osservare o fotografare alla focale nativa), ed un riduttore/correttore, per trasformare il 107 in un vero e proprio astrografo, con focale più corta e luminosità incrementata. In questo modo è possibile scegliere la configurazione migliore in base all'utilizzo ed al tipo di soggetto che vogliamo inquadrare, fotograficamente o visualmente. La meccanica mira più alle dimensioni piuttosto che alla raffinatezza, ma sta di fatto che è possibile utilizzare il 107 sia con camere astronomiche che con reflex, anche full frame.

Una volta capite le criticità e le mie reali necessità, ho scelto di apportare alcune modifiche all'esemplare in mio possesso; prima di tutto ho sostituito la barra e gli anelli originali con altri, lavorati  CNC e ben più massicci, del produttore Primalucelab, per avere maggiore robustezza e rigidità. E poi sono anche molto belli...

Poi ho dotato il focheggiatore di serie della motorizzazione "Sesto Senso" (sempre di Primalucelab), per trasformarlo in focheggiatore elettrico, comandabile ed automatizzabile tramite svariati software per astrofotografia: una miglioria dettata dall'intenzione di poter sfruttare il telescopio da remoto, (standomene al caldo in casa anche durante le serate invernali più fredde) e rivelatasi fantastica per ottenere una messa a fuoco di precisione tramite routine automatiche via PC. Una piccola chicca artigianale è infine il nastro da sarta che ho attaccato col biadesivo intorno al collare del focheggiatore, un piccolo aiuto per ritrovare l'orientamento corretto quando mi ritrovo a fare i flat in un secondo momento, magari al chiuso: non si dovrebbe fare, ma spesso le temperature, l'orario o il clima non lasciano scampo. 

Il massiccio focheggiatore da 3", divenuto elettrico grazie a "Sesto Senso" di Primalucelab

Il tripletto apocromatico Sharpstar 107/700 è un rifrattore medio, a mio avviso molto versatile quando accoppiato ad un riduttore, adatto a riprendere nebulose, ammassi stellari aperti e le galassie più grandi; ha una correzione cromatica fantastica, davvero poco inferiore ai migliori APO in commercio, ed una nitidezza davvero notevole: non sarebbe uno spreco di soldi, su un'ottica del genere sostituire con un focheggiatore di alto livello quello in dotazione, che è grosso ma non perfetto. Lo strumento regala stelle davvero puntiformi e praticamente prive di aberrazioni cromatiche; quando spianato con lo spianatore da 2.5" garantisce stelle perfette fino ai bordi del fotogramma full frame con solo un po' di vignettatura residua, facilmente correggibile con i flat files. Non è un peso piuma, arrivando (con anelli e barra Losmandy) a circa 8 Kg; per non sacrificare l'elevata resa ottica è consigliabile montarlo su montature non troppo piccole, specialmente per un uso fotografico: la mia AZ-EQ6 GT lo gestisce bene, senza problemi, ma non userei montature molto più piccole: in base al setup il focheggiatore resta estratto molto, ed il paraluce aggiunge altri cm di leva.

In conclusione...

Un autentico gioiello ad un prezzo molto conveniente: intendiamoci, non è per tutte le tasche, ma non costa quanto un Takahashi et similia, ed è ben al di sopra di altri strumenti simili. Un tripletto pesa qualcosa in più rispetto ai classici doppietti ED, ma la correzione non è neanche paragonabile. Rifrattori di diametro analogo o pure superiore, ma dai costi inferiori, non potranno, per loro stessa natura, rivaleggiare con questo. Il focheggiatore a cremagliera da 3 pollici fa la sua figura, ed è dotato di svariati filetti metrici (tra cui M68 ed M74), che consentono l'uso di qualsiasi accessorio ottico o meccanico. Nel mio caso ho abbinato questo strumento al mio fidato Celestron C9.25, perché "coprisse" tutti quei soggetti troppo estesi per la focale lunga dello Schmidt-Cassegrain; il rifrattore resta comunque l'ottica regina per quanto riguarda la puntiformità stellare e l'assenza di ostruzione centrale fornisce un contrasto sicuramente inarrivabile per il "tubone": la resistenza al seeing è pure ben superiore, e il diametro di 107 mm inizia a diventare interessante seppur trasportabile. Una focale di 700 mm, senza specchi mobili, ben si presta ad una guida in parallelo, per mezzo di piccoli teleobiettivi fotografici, come il Canon 200/2.8 L II, visibile nella prima foto. Un ottica che può davvero durare tutta una vita.

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