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  • Gianluca Beccani

Le fasi di Venere

E' forse il pianeta più abbordabile con quasi ogni tipo di attrezzatura, grazie alla sua elevatissima luminosità (albedo) e diametro apparente massimo; ma è anche quello che, paradossalmente, mostra il minor dettaglio apprezzabile: la spessissima coltre di nubi, perenne ed estremamente riflettente, cela perfettamente la superficie, e solo l'utilizzo di filtri UV (relativamente costosi) permette la visibilità dei sistemi nuvolosi più evidenti. Altrimenti, il pianeta desta interesse per le fasi e la rapida variazione di diametro apparente durante la sua orbita intorno al Sole: e dato che questa si trova internamente all'orbita della Terra, noi possiamo seguire Venere, nel corso dei mesi, mentre il suo globo mostra delle fasi, esattamente come la nostra Luna.


Usare il telescopio...di giorno!

Quando Venere sta per passare tra noi ed il Sole, la sua vicinanza e le dimensioni apparenti sono massime: il sottile falcetto venusiano, visibile poche settimane prima della "congiunzione inferiore", è spettacolare e già percepibile in piccoli teleobiettivi fotografici. A causa della scarsa distanza dalla nostra stella il pianeta tramonta pochissimo tempo dopo e si mostra basso all'orizzonte quando è visibile di sera, e viceversa sorge solo poco prima del Sole, quando è "stella del mattino": questo spinge a tentare una ripresa diurna per limitare le turbolenze dell'aria. La luminosità di Venere è tanto elevata in queste condizioni da mostrare comunque il pianeta staccato contro il cielo chiaro; un filtro rosso (che scurisce notevolmente la dominante azzurra del cielo) ne migliora parecchio il contrasto.

Resta solo da individuarlo, specialmente se telescopio e montatura non sono già "allineati" al cielo stellato della notte precedente; se così non è, nessuna montatura automatizzata al mondo potrà individuarlo per noi. Con un po' di fortuna sono riuscito ad inquadrarlo dopo venti minuti di tentativi, semplicemente zig-zagando intorno al punto di cielo in cui doveva trovarsi! Non avevo mai tentato una ripresa diurna, ed è stato gratificante riuscire nell'intento. Un mese e mezzo prima avevo già ripreso Venere, in occasione della congiunzione con le Pleiadi, scenografica e ripresa praticamente da ogni appassionato.


Venere la sera della congiunzione con le Pleiadi

La sera del 3 Aprile scorso ho scelto di riprendere il pianeta molto dopo il tramonto del Sole, vista l'elevata distanza angolare da esso, e la montatura ha portato subito il soggetto al centro dell'inquadratura: una fase di poco inferiore al 50% (vedi fig. sopra)


Il sottile falcetto di Venere, ormai prossima alla congiunzione inferiore

Dopo un mese e mezzo il pianeta si è portato quasi perfettamente tra noi ed il Sole: le dimensioni apparenti sono molto aumentate, tanto da mostrarsi più grande perfino del pianeta Giove (ripeto, solo apparentemente!) e tra qualche settimana il suo globo sarà totalmente oscuro, di diametro massimo. Nella figura sopra si nota bene come il terminatore (la zona di confine tra la parte illuminata dal Sole e quella oscura) sia tutt'altro che netto, e invece piuttosto "soft": questo è dovuto alla densa atmosfera del pianeta, che diffonde la luce, esattamente come farebbe, in misura minore, la Terra osservata dalla stessa distanza. In seguito, procedendo ulteriormente lungo la sua orbita, Venere passerà quindi ad ovest del Sole, tramonterà prima di lui e sorgerà quindi prima, iniziando a mostrare un nuovo falcetto, stavolta dalla parte opposta. Meccanica celeste, semplice e sconvolgente.



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