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Una velocissima tartaruga

Lo dico sempre alle persone che incontro quando faccio riprese sul campo o in occasione di serate divulgative: il telescopio è l'unica, vera Macchina del Tempo che l'uomo abbia mai davvero costruito.  Sì, perché spazio e tempo sono indissolubilmente legati, e perché la velocità della luce è elevatissima su scala umana, ma dal momento che l'Universo ha dimensioni incomprensibilmente grandi, è comunque terribilmente lenta su scala astronomica.

Quando si osserva o si fotografa un oggetto celeste, di qualsiasi natura sia, a qualunque distanza sia, la luce che viene catturata dal nostro occhio o dal sensore di ripresa ha viaggiato per centinaia di migliaia o centinaia di milioni di chilometri nel vuoto assoluto, e con i suoi "soli" 300.000 km/s  ha impiegato del tempo per giungere fino a noi: poco più di un secondo per arrivare dalla Luna, milioni di anni per arrivare dalle galassie più vicine. L'informazione che i fotoni ci portano è quindi "vecchia", creata quando è partita e registrata al suo arrivo.

Quando guardate la Luna, la vedete com'era 1,3 secondi prima, ma se guardate la Galassia di Andromeda all'oculare...in quel caso la vedete com'era 2,5 milioni di anni fa. E' così più chiaro il concetto di "anno-luce", inteso non come la misura  di un tempo, ma come la misura di una distanza: la distanza percorsa dalla luce in un anno, cioè circa 9.461.800.000.000 di km, a 300.000 km al secondo. Su scala astronomica la luce è, paradossalmente, una velocissima tartaruga, ed è inconfutabilmente corretto sostenere che...più lontano guardiamo  e più indietro nel tempo possiamo osservare.

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