Sotto il cielo più scuro

In astrofotografia esiste esiste una sorta di "graduatoria" nella complessità delle tecniche di ripresa, dipendente esclusivamente dal tipo di soggetto astronomico che si vuole riprendere; per ottenere uno scatto alla superficie della Luna, pure senza troppe pretese, è sufficiente accostare una moderna compatta digitale all'oculare di un piccolo telescopio sotto un cielo di città, mentre per riprendere gli oggetti più deboli e distanti, come le galassie, servono attrezzature ben più importanti, un bagaglio tecnico acquisito nel tempo e...cosa fondamentale...un cielo a basso inquinamento luminoso. Se sono presenti luci cittadine, anche apparentemente lontane, il leggero chiarore del fondo cielo ridurrà il contrasto generale, trasformando gli oggetti deboli in pallidi e slavati fantasmi. Mentre ogni stella è infatti una sorgente sostanzialmente puntiforme ad altissima intensità luminosa e contrasto, i soggetti come le galassie sono estesi e presentano una bassa luminosità superficiale. Più scuro il fondo cielo, e più dettagli saranno visibili fino alle strutture più deboli, permettendoci di sfruttare al massimo l'apertura del telescopio.

La scelta di riprendere la coppia di galassie M81 ed M82 è stata l'occasione per andare alla ricerca di un luogo a basso inquinamento luminoso, possibilmente non troppo lontano da casa, che garantisse condizioni di cielo adeguate e facilità di accesso con l'auto carica di attrezzatura. Per fortuna esistono vere e proprie mappe dell'inquinamento luminoso, consultabili in rete, che consentono agli astrofili itineranti come me di fare le proprie valutazioni: la zona compresa tra Volterra  (PI) e la Maremma Toscana era sulla carta davvero promettente, e la distanza da casa ancora accettabile.   

"Non voglio mica la Luna"

Nella mappa qui sopra sono evidenziate, con colori diversi, le zone a diverso inquinamento luminoso; è stato buffo scoprire che le colline nell'entroterra livornese, pur mostrando cieli stellati nettamente superiori a quelli cittadini, sono in realtà zone arancioni, ancora ad elevato inquinamento! L'idea era semplice: raggiungere una zona verde, la più vicina a casa, senza arrischiarsi in inutili "viaggi della speranza", ogni volta caricando un quintale di attrezzatura in auto e confidando nella stabilità delle condizioni atmosferiche. Mica poco!

Parte dell'attrezzatura di ripresa, in stand-by mentre attendo che cali il buio. La piazzola è comoda, ben pulita e facilmente raggiungibile con l'auto, orizzonte utile ampio e ben sgombro, serata eccezionale, praticamente senza vento: è il momento più emozionante e ricco di aspettative, col setup pronto ed il programma per la serata già ben chiaro in testa. Resta solo da capire quanto davvero abbia guadagnato, in termini di qualità del cielo, dopo tanta fatica: non è uno scherzo, infatti, caricare l'auto cercando di non dimenticare niente, farsi 40-50 minuti di trasferimento, e montare tutto quanto sul campo, sapendo che ogni imprevisto va risolto sul posto, pena un'ccasione sprecata.

Ecco ciò che cerco. Una Via Lattea spettacolare, da un capo all'altro dell'orizzonte, che inizia a sorgere da est, sebbene ancora un po' "acerba" in primavera. In piena estate sarà fantastica e dominerà il cielo. Sicuramente non stupirebbe nessuno sulle Dolomiti o in Polinesia, ma io sono soltanto a 50 minuti da casa, ed ho trovato una volta stellata che è il sogno di ogni astrofilo. E in effetti, ripensandoci...la "zona verde" non ha deluso. 

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