Il mosaico di Andromeda

La nostra vicina cosmica è lontana 2,2 milioni di anni luce da noi, ma le sue dimensioni sono tali che, nonostante la distanza che ci separa, occupa un'area in cielo pari a quella di 5-6 lune (circa 3 gradi). A differenza della stragrande maggioranza dei soggetti astronomici, può quindi essere fotografata anche per mezzo di semplici teleobiettivi fotografici, ed anzi, i telescopi a media e lunga focale abbinati alle più moderne camere astronomiche, non riescono ad inquadrarla nella sua pienezza, avendo un campo di ripresa troppo ridotto. Basta uno dei tanti software presenti online per verificare "quanto cielo" possa inquadrare l'attrezzatura di cui si dispone: inseriti pochi dati (soggetto scelto, telescopio e camera fotografica), il software mostra in un riquadro quanto verrebbe ripreso dal sistema in uso. Il mio rifrattore apocromatico da 107 mm di diametro ha una focale di 700 mm; se utilizzo il riduttore Riccardi (che funge anche da spianatore di campo) ottengo un campo più ampio ed una focale di circa 525 mm...che risultano purtroppo ancora troppi per M31.

La galassia "esce" dal campo inquadrato.

Il progetto che avevo in mente da molto tempo era riprendere la galassia proprio col 107, vista la grande nitidezza e risoluzione offerta dalla sua ottica, ma ho capito subito di dover ricorrere alla tecnica del mosaico per apprezzarla nella sua totalità. Oltretutto volevo una ripresa perfettamente orizzontale, diversa dalle solite inquadrature inclinate che si trovano pressoché ovunque, e non avrei quindi potuto sfruttare la diagonale del mio sensore. Ho scelto quindi di riprendere Andromeda una metà per volta (ruotando l'inquadratura di 90 gradi), per poi, a lavoro finito, unirle in un unica immagine globale. Il software Sequence Generator PRO, che utilizzo per impostare le mie sessioni fotografiche consente di scegliere un soggetto e mostrarlo in anteprima già diviso nei vari pannelli del mosaico, che nel mio caso sarebbero stati due. Questo consente di capire le reali possibilità d'inquadratura, e fornisce allo stesso tempo le coordinate di ogni pannello verso cui puntare il telescopio. 

L'anteprima di mosaico in SGP

I due pannelli da riprendere devono avere una zona comune in sovrapposizione per consentire una successiva fusione uniforme: questa può essere effettuata manualmente, in programmi come Photoshop, o automaticamente grazie a programmi dedicati, pensati in gran parte per foto-mosaici di panorami tradizionali. Quella però...è la parte "piacevole" e finale di tutto il lavoro che viene svolto prima. Infatti si tratta di eseguire un lavoro doppio, per arrivare ad ottenere, tramite tecnica LRGB in questo caso, non una foto, ma due, da elaborare separatamente in maniera "parallela". Una volta che entrambe le metà sono pronte, le loro tonalità ed il loro contrasto devono poi  essere ben bilanciati per garantire un montaggio uniforme e senza differenze apprezzabili. Quando si parla di mosaici in campo astrofotografico nessuno fa mai menzione delle distorsioni indotte dall'ottica utilizzata: sebbene lievi e non percepibili ad occhio nudo, esse sono provocate da un centraggio non perfetto delle lenti, della camera e da una correzione non perfetta dello spianatore di campo. Ecco perché ho utilizzato Image Composite Editor, un software di Microsoft dedicato al montaggio di panorami: le piccole differenze e distorsioni vengono compensate e le stelle al bordo di un pannello vengono allineate con le corrispondenti sul bordo dell'altro pannello.

Il mosaico finalmente pronto

Il risultato finale di tutto il lavoro di acquisizione, elaborazione ed ottimizzazione è la foto qui sopra, che riprende la Galassia di Andromeda nella sua totalità, ma con un livello di dettaglio e risoluzione ben superiori a quelli ottenibili "in un colpo solo" con teleobiettivi da 200-400 mm di focale. Un progetto piuttosto impegnativo: una prima notte di prove tecniche (purtroppo scartata per una errata inquadratura del soggetto), due diverse notti di lavoro utile sul campo, e svariate ore di post-produzione tra elaborazione e montaggio. Il dettaglio ottenuto è quello visibile nel ritaglio qui sotto.

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